Tra i tedofori anche cinque giovani del San Gerardo che hanno superato la leucemia.
Un passaggio simbolico che lega sport, volontariato e ritorno alla vita dopo la malattia.
Il 15 gennaio, a Pavia, la Fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 sarà portata da 20 tedofori legati ad Abbracciamoli.
La nostra associazione è stata riconosciuta da “Italia dei Giochi”, il programma con cui la Fondazione Milano Cortina 2026, in collaborazione con CONI e CIP, vuole celebrare su tutto il territorio nazionale la presenza delle Olimpiadi e Paralimpiadi italiane del 2026.
Italia dei Giochi riconosce progetti capaci di rappresentare sul territorio i valori dello sport, dell’inclusione e della responsabilità sociale.
All’interno di questa collaborazione, Abbracciamoli è stata identificata dall’organizzazione del Comitato olimpico e paralimpico per la tappa di Pavia del Viaggio della Fiamma, contribuendo a dare forma a un momento che unisce sport e impegno civile.
Tra i tedofori ci saranno volontari dell’associazione, di ogni età, genere e abilità e cinque giovani già passati dall’Ospedale San Gerardo di Monza che hanno superato la leucemia. Il legame non è solo simbolico: Abbracciamoli lavora da anni accanto ai ragazzi e alle famiglie, durante la malattia e soprattutto dopo, quando le cure terminano ma il percorso di recupero, reinserimento e equilibrio non è ancora concluso.
Portare la Fiamma a Pavia non è quindi solo un momento celebrativo. È un modo diretto per raccontare cosa significa “ripartire”, riprendersi in mano la propria vita. Per chi ha attraversato una patologia importante, tornare alla vita quotidiana richiede tempo, strumenti e sostegno. È su questo passaggio che Abbracciamoli concentra oggi il proprio impegno, con progetti dedicati al supporto psicologico post-cura e con il lavoro di un comitato scientifico multidisciplinare che accompagna i ragazzi nel loro percorso individuale.
La presenza dei giovani guariti dalla leucemia tra i tedofori dà un senso preciso a questa giornata. Non come esempi da esibire, ma come persone che, dopo aver affrontato prove complesse, oggi partecipano attivamente alla vita della comunità. Lo sport, in questo contesto, diventa un linguaggio comune: non una competizione, ma un mezzo per tornare a fidarsi di se stessi, aumentando la fiducia nel futuro e negli altri.
Ci vediamo il 15 gennaio a Pavia. Saremo lì, come sempre, insieme.
Per maggiori informazioni: Il viaggio della fiamma | Pavia
