Che onore!
Il 15 gennaio Abbracciamoli ha partecipato alla tappa di Pavia del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, con un gruppo di venti tedofori selezionati e coordinati dall’associazione.
Tra loro, volontari di Abbracciamoli e cinque ragazzi che hanno superato la leucemia, seguiti negli anni dall’Istituto di Oncoematologia Pediatrica della Fondazione Maria Letizia Verga di Monza. Una presenza che ha dato un significato preciso alla giornata: non solo la celebrazione di un traguardo, ma il racconto di un percorso che continua anche dopo la fine delle cure.
Un momento condiviso, prima della staffetta
La giornata è iniziata con un ritrovo informale, pensato per stare insieme prima della partenza, per conoscersi, per scambiarsi pensieri ed emozioni. Un momento dedicato alle interviste, allo scambio e al convivio. Un modo per arrivare alla staffetta non come singoli, ma come gruppo.
In questo contesto si è inserita anche la preziosa presenza istituzionale, con la partecipazione di Margherita Mazzuoccolo, Assessora alle politiche sociali del Comune di Pieve Emanuele, Giovanni Rappacciolo, Assessore alle politiche giovanili e allo sport dello stesso Comune, Linda Colombo, Sindaca di Bareggio. Con loro il progetto è aperto, vivere il territorio con il territorio, per dare voce alle tante anime dell’associazione.
Un confronto diretto, dentro una giornata vissuta insieme.
Il valore
del percorso di cura
Un momento centrale della giornata è stato l’intervento del dottor Marco Spinelli, medico della Fondazione Maria Letizia Verga, che ha seguito nel tempo i ragazzi presenti come tedofori.
La sua testimonianza ha riportato l’attenzione su ciò che spesso resta fuori dal racconto pubblico: il dopo. Il ritorno alla vita quotidiana, la ripresa delle relazioni, della scuola, dello sport, della normalità.
Un passaggio delicato, che richiede supporto, continuità e attenzione, e che rappresenta il cuore dell’impegno di Abbracciamoli nel percorso post-cura.
La staffetta
e il palco
Il gruppo si è poi spostato a Pavia per la staffetta. I tedofori hanno attraversato la città insieme, accompagnando il passaggio della Fiamma e condividendo l’attesa dei diversi momenti del percorso.
Al termine della staffetta, sul palco, il gruppo ha condiviso un momento musicale cantando insieme “Gli anni” degli 883.
Il percorso che continua dopo la Fiamma
La giornata di Pavia non è stata una conclusione, ma un passaggio. Un momento pubblico che ha reso visibile un lavoro che continua nel tempo, anche lontano dai riflettori.
Lo sport, ancora una volta, è stato il mezzo. Il senso resta nelle persone, nei percorsi e nel supporto che prosegue anche dopo la guarigione.

