Alessia Zecchini

Alessia e Abbracciamoli

Tutti conoscono Alessia sportiva, molti conoscono i suoi primati, pochi conoscono la Persona; noi di Abbracciamoli l’abbiamo conosciuta, ed è talmente una bella Persona che vogliamo farvela conoscere… a modo nostro ovviamente.

Abbiamo conosciuto un po’ meglio Alessia grazie al docufilm “Respiro profondo” disponibile su Netflix, una vera e propria immersione (o tuffo come dice lei), nelle emozioni oltre che nelle onde. Una vita riassunta in poco più di un’ora e mezza ricca di suggestioni, emozioni, personaggi ed eventi che lasciano a bocca aperta. Oggi le facciamo alcune domande, così che le sue risposte ci facciano scoprire la Donna, oltre che l’atleta, per farci portare un po’ nel suo mondo, perché una vive nell’altra.

 

Quella di Alessia, per Abbracciamoli, è una storia, una meravigliosa storia di determinazione, tenacia, resilienza, classe. Mentre Alessia quando racconta sé stessa è una Persona disponibile, che ascolta, che racconta e si racconta con una serenità fuori dal comune e con una costante attenzione verso chi vive accanto a lei.

Non ci conosciamo personalmente, di Alessia si conoscono i risultati ma non la storia, lontani come siamo dal mondo dell’apnea ma vicinissimi, forse è il caso di dire immersi, a quello del mare. Le nostre strade si sono incrociate da poco, ma è diventata una passeggiata mano nella mano degna di essere raccontata. Tutto parte da un racconto di Marco, un amico che condividiamo, pieno di entusiasmo, e la segnalazione del film disponibile su Netflix; Il film, ben fatto, ci ha permesso di “conoscerla” un po’, e devo dire che è stata una vera e propria immersione, o tuffo come dice Alessia, nelle emozioni oltre che nelle onde. Emozioni grandi, di gioia, di dolore, di disperazione, di speranza e di soddisfazione. Nelle quasi 2 ore del suo racconto abbiamo trovato tante, tantissime similitudini con l’esperienza che stiamo vivendo noi di Abbracciamoli.

Raccontiamo storie di vita come la sua. Sentire il papà di Stephen dire “mi consola il modo in cui è vissuto” è ciò che mi è capitato di sentire ai genitori che purtroppo hanno visto perdere la battaglia dei loro figli; la determinazione con cui si è rialzata dopo essere caduta tante volte è esattamente l’insegnamento che vorremmo trasmettere a chi si trova a vivere questa esperienza terribile, dalla quale per fortuna oggi l’80% dei bambini guarisce. Le lacrime degli ultimi minuti di film sono piene di amarezza, ma i fiori che vengono portati giù per quei 39 secondi sono la speranza di cui tutti hanno bisogno, perché da un’esperienza devastante si può anche uscire continuando a percorrere il sentiero della Vita.

Di Alessia raccontiamo quindi la Vita sportiva, ma non solo quella, certi che un giorno le nostre bracciate possano incrociarsi in qualche mare o i nostri abbracci si faranno veri in qualche luogo.

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